
Le cornacchie di Pianosa nel arco dell’arcipelago toscano
Ottobre 23, 2008 Il direttivo del parco nazionale dell´Arcipelago toscano ha dato oggi il via libera al “Piano per l´eradicazione della cornacchia grigia dall´isola di Pianosa”.
Le cornacchie grigie (Corvus corone cornix/sharpii) fino a non molto tempo fa non erano presente nelle isole dell´Arcipelago, ma dalla metà degli anni ´90 alcuni individui hanno colonizzato Pianosa ed ora le coppie nidificanti presenti sono stimate in 40 – 50 ed alcuni individui sono avvistati sempre più spesso all´Elba. Il problema è che le cornacchie, arrivate a Pianosa probabilmente attratte dalle attività di allevamento praticate nell´ex carcere, sono diventati i più pericolosi predatori di nidiacei ed uova specie di uccelli rarissimi e superprotetti come il gabbiano corso e sembrano avere un fortissimo impatto su tutta l´avifauna dell´isola, che è anche una Zona di protezione speciale in base alla Direttiva Ue Uccelli.
Il progetto del parco, che avuto il via libera dell´Infs (oggi Ispra) prevede catture delle cornacchie attraverso il trappolamento con apposite gabbie. Le cornacchie invitate dall´uomo a Pianosa e diventate un elemento di squilibrio ecologico, costeranno al parco 12mila euro.
L´intervento di gestione delle cornascchie è l´ultimo di una serie che mette il parco nazionale dell´Arcipelago Toscano, per qualità e entità degli interventi, all´avanguardia nella gestione fauinistica.
Dopo il successo del progetto Life Natura per la salvaguardia degli uccelli marini costieri (gabbiano corso, marangone dal ciuffo e berte), la direttrice del parco Franca Zanichelli ha annunciato oggi che in due anni all´Elba il parco ha catturato oltre 1.500 cinghiali e che stanno per partire i nuovi abbattimenti selettivi dei mufloni.