Solo qualche giorno fa la maggioranza di centro-destra del Comune di Marciana Marina si è rifiutata di votare, per la seconda volta di fila, una mozione che riprendeva una proposta di Legambiente per dichiarare il territorio del comune denuclearizzato.
L’atteggiamento dei consiglieri è stato più o meno: il nucleare ci piace ma devono farlo da un’altra parte perché qui danneggerebbe il turismo… e comunque non lo faranno a Pianosa, quindi la cosa non ci interessa e non ci riguarda.
E’ stata questo, al di fuori del Consiglio Comunale di Portoferraio, l’atteggiamento pilatesco e suicida di praticamente tutte le amministrazioni comunali e di gran parte delle forze politiche elbane, sempre pronte però a fare fuoco e fiamme contro il Parco Nazionale o l’istituzione di un’Area marina protetta vera, sempre pronte a chiedere deroghe per qualsiasi obbligo ambientale italiano, europeo, regionale…
Tanto, si è detto, la centrale non la faranno, sono i soliti ambientalisti che esagerano… abbiamo altro a cui pensare.
Poi arriva Confindustria che in un convegno a Livorno tira fuori un piano degli anni ’80, che Legambiente aveva già reso noto allora e la scorsa estate con Goletta Verde, che indica Pianosa come il sito migliore per una centrale nucleare.
Secondo lo studio presentato dal professor Marino Mazzini, docente di Protezione e Sicurezza nucleare alla facoltà di ingegneria dell´università di Pisa, Pianosa sarebbe il massimo per farci una bella centrale nucleare: bassa densità di popolazione e nessun o quasi rischio sismico.
Forse Mazzini e Confindustria non sanno che probabilmente Pianosa non sarebbe in grado di “reggere” un bestione come una centrale nucleare, visto che si l’Isola è una piattaforma costituita da rocce sedimentarie e da accumuli conchiliferi che racchiudono fossili marini, una vera e propria spugna naturale con caverne e depositi d’acqua, nella quale la centrale sprofonderebbe sotto il suo stesso peso.
E non sarebbe strano se qualcuno avesse pensato che tirare fuori la centrale nucleare a Pianosa serva a spaventare la gente per farci digerire l’immangiabile rospo del “male minore”: la ricarcerizzazione dell’isola con il 41 bis per i mafiosi, ipotesi ugualmente devastante.
Inoltre Pianosa è inserita, a terra e a mare, in un Parco Nazionale, è una Zona di Protezione Speciale e un Sito di Interesse Comunitario dell’Unione Europea, un Sito di importanza regionale, ospita forse la prateria di Posidonia oceanica più in salute del Mediterraneo, un ambiente unico che la centrale devasterebbe a terra e distruggerebbe a mare con la sua enorme richiesta d’acqua ed i suoi scarichi.
Pianosa è anche completamente sotto vincolo archeologico (caso probabilmente unico) ed ospita la Villa romana di Agrippa e le più importanti catacombe cristiane a nord di Roma. A questo proposito, ci chiediamo il perché del silenzio della Soprintendenza ai Beni Archeologici, di solito molto attenta e polemica su tutto quel che succede a Pianosa, su questa folle ipotesi che sventrerebbe e cementificherebbe l’intera isola e la sua storia millenaria.
Ha fatto bene l’assessore regionale all´ambiente Anna Bramerini a confermare il no della Toscana alla follia nuclearista che piace tanto al governo e agli industriali, aspettiamo ancora una parola dai sindaci, dai partiti e soprattutto dai candidati delle molte e strane liste che si contenderanno fra poche settimane il governo di 5 Comuni elbani.
Sarebbe bello se dai Comuni elbani, invece di parlare/promettere cemento e prendersela con i vincoli ambientali, arrivasse una parola chiara sul nucleare a Pianosa, una brutta araba fenice atomica che risorge troppo spesso anche grazie all’indifferenza ed all’ignavia di una classe dirigente che pensa solo ai piccoli affari di bottega, che crede che il nucleare tanto lo faranno nel giardino di qualcun altro e non che alla fine, visto che nessuno vorrà ospitare centrali e depositi di scorie (a proposito, qualcuno si ricorda dell’ipotesi del 2001 delle miniere di Calamita per infilarci i rifiuti nucleari?) il governo le imporrà proprio dove la resistenza è minore e i politici più malleabili e distratti.
Testo Greenreport


